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“È un’avventura ricostruire se stesse. La più grande.”
Jack Folla – Donne in rinascita

5 Strategie per ricominciare dopo la fine di un amore

Nella mia esperienza clinica mi sono imbattuta spesso in donne che, seppure di età e caratteristiche diverse, erano accomunate da due fattori.

Il primo è la circostanza in cui iniziava la richiesta di sostegno psicologico, cioè dopo una grossa delusione affettiva che le aveva quasi annientate. Il secondo è il finale che mi commuove sempre: la loro rinascita.

Si sa che noi donne abbiamo una grandissima capacità di adattamento, forse perché siamo geneticamente “programmate” per grandi cambiamenti, ma siamo anche consapevoli dell’estrema sensibilità tipicamente femminile (anche se esistono uomini altrettanto sensibili!) che ci porta, dopo un grande investimento affettivo che si rivela poi fallimentare, a soffrire di una vera e propria “depressione post-traumatica da stress” capace di annichilire anche la persona più reattiva e indipendente.

Ho visto tante donne ferme a piangere su se stesse, non riuscendo più a vedere vie di uscita da questa sofferenza.

Ho cercato quindi di semplificare il più possibile la descrizione del “viaggio” che queste donne intraprendono con me in studio, per tornare non solo a contemplare nuove prospettive, uscendo da quella paralisi emotiva bloccata sulla disperazione, ma anche per imparare ad amarsi, riscoprendo la bellezza e l’unicità della loro individualità, recuperando nuovi modi per stare bene con se stesse e con gli altri.

Quando finisce una storia d’amore importante, tutto il nostro mondo viene sconvolto. Difficilmente il nostro lavoro, qualunque esso sia, non ne risente in qualche modo. Sicuramente siamo portate a rivalutare le nostre amicizie. A volte cambiano i posti che prima abitualmente frequentavamo, spesso modifichiamo le nostre abitudini.

Se poi siamo state lasciate, allora sentimenti come il dolore, la delusione, lo sconforto e qualche volta l’umiliazione, possono prendere il sopravvento.

L’interruzione di una relazione importante, qualunque sia il motivo per il quale è finita, viene vissuta come un vero e proprio “lutto”.

E come nel lutto, si susseguono momenti ben delineati, che vanno dallo sgomento, alla tristezza, passando per la rabbia, arrivando all’accettazione e infine alla metabolizzazione dell’evento, necessaria per riuscire a guardare avanti.

Ecco allora 5 strategie da mettere in atto, per rendersi attive in una situazione che pensiamo di subire solo passivamente. E per iniziare consapevolmente il tuo viaggio verso la rinascita.

1. Esterna il Dolore

Piangi, urla, strilla, rompi i piatti, dai pugni al cuscino, dormi se vuoi, e se non riesci a dormire mettiti a pulire il forno, anche se sono le 3:00 di notte. Quello che voglio dire è di non ostinarti a recitare la parte della “donna forte”, quella che resiste alle tempeste, quella che deve andare comunque avanti, girando pagina in un battito di ciglia.

Permettere al dolore di uscire non fa di te una persona debole, ma al contrario ti agevola nell’accettazione emotiva di una condizione che ti fa soffrire. E l’accettazione è un passo necessario per poter reagire.

Chi viene abbandonato sviluppa una fortissima ansia da separazione che tenta di mitigare cercando ossessivamente una spiegazione razionale in grado di placare l’angoscia dovuta al vuoto lasciato dall’altro.

È per questo che ci ostiniamo a chiedere e chiederci “perché” (“perché lo ha fatto?”… “perché è successo  a me?” etc.), e a ipotizzare continuamente nuovi “se” (“se mi fossi comportata diversamente…”, “se non avesse conosciuto l’altra…” etc).

Dobbiamo sforzarci di abbandonare questo processo di razionalizzazione che ci impedisce di rimanere con le nostre emozioni, e di conseguenza di stare nel presente, spostando, invece, continuamente la nostra attenzione su un passato non modificabile o su un futuro non prevedibile.

È solo il “qui ed ora” che possiamo tentare di modificare a nostro vantaggio, mentre non abbiamo potere sui tempi passato e futuro. 

Se vuoi, e se puoi, chiedi alle tue amiche o amici di ascoltarti, premettendo però di non cercare di tirarti su dicendoti frasi del tipo: “Dai che non è la fine del mondo…” , “Devi tirarti su…” , “Lui non merita le tue lacrime” , “Reagisci…” e così via.

Questo non perché le tue amicizie non siano valide o sincere e in grado di aiutarti nel tuo processo di ricostruzione, ma semplicemente perché questo non è il tempo della reazione, ma è il tempo del sentire il tuo dolore, entrare in contatto con la tua sofferenza, che non è un esercizio masochistico, ma è un modo per affrontare la crisi, non negandola ma vivendola.

2. Rinuncia al Controllo

Sei confusa, frastornata, addolorata, ferita, e non sai cosa fare. Non rifuggire da questa confusione, ma accettala. Quello che devi tenere a mente è che questo è un periodo che finirà.

Non c’è un tempo preciso, questo dipende da come sei fatta tu, da chi ti sta intorno, a quali risorse puoi attingere per uscirne fuori, da fattori esterni non previsti…ma sicuramente finirà prima o poi.

Rinuncia a controllare tutto, anche perché è impossibile farlo.

Se qualcuno ti fa domande rispondi che non lo sai. Se ti chiedono come stai, rispondi che sei triste. Se ci sono decisioni da prendere, rimanda finché puoi. Se hai programmato di fare qualcosa, da sola o con amici, e improvvisamente non ne hai più voglia, non lo fare più.

Non devi per forza dare spiegazioni. Il momento che stai vivendo ti giustifica, basta essere sinceri con chi ti sta accanto. È sufficiente ammettere di essere confuse, di non essere sicure di ciò che si vuole, di avere bisogno di ancora un po’ di tempo per ri-orientarsi.

3. Fai una Lista

Prendi un foglio e dividilo a metà con una spessa linea: mettere nero su bianco alcune cose ci può dare una visione più chiara della situazione.

Nello spazio di sinistra scrivi, schematicamente e nel modo più conciso che puoi, le cose che andavano bene negli ultimi tempi all’interno vostra coppia.Puoi scrivere dalle cose più banali a quelle più importanti. Non tralasciare l’aspetto sessuale (rifletti su eventuali cambiamenti sulla vostra intimità), o le piccole attenzioni che facevano parte della vostra routine quotidiana.

Nella parte destra del foglio invece fai una lista di ciò che ultimamente non andava, di ciò che non ti piaceva, di ciò che negli ultimi tempi da positivo si era trasformato in negativo, o era venuto a mancare tra le vostre abitudini di tutti i giorni.

Ti renderai conto che la parte destra del foglio pesa molto di più di quella sinistra.

Quando una storia finisce, le colpe dell’uno o dell’altro sono relative. La semplice verità sta nel fatto che si è percorso un pezzo di vita insieme, perché si stava bene, perché le mancanze di uno venivano colmate dalle caratteristiche dell’altro, perché venivano soddisfatti a vicenda dei bisogni personali, almeno apparentemente.

Ma nel corso della nostra vita non siamo immobili nelle nostre debolezze, per fortuna, e i nostri bisogni, le nostre necessità mutano, come noi siamo in continua evoluzione.

 È allora che capita che due persone che cambiano nel tempo, a un certo punto non si incastrino più tanto bene nei loro bisogni, e che quindi non siano più in grado di sopperire alle mancanze dell’altro, o più semplicemente non hanno più la spinta di far rimanere acceso il fuoco dell’amore.

Riguardando questa lista, magari a distanza di qualche giorno dalla sua creazione, chiediti se quello che c’è scritto nella parte destra del foglio può essere compatibile con quello che tu vuoi all’interno di una relazione.                         Molto probabilmente la tua risposta sarà NO.

Eppure quello che c’è scritto lì è ciò che c’era all’interno della tua relazione passata e, forse giustamente, la causa della vostra rottura.

Conserva questa lista…ti servirà in futuro per avere sempre chiaro ciò che vuoi e che non vuoi in una storia d’amore. 

4. Riprenditi i Tuoi Interessi

Dopo queste 3 fasi, puoi cominciare a pensare a riprenderti in mano la tua vita.

Inizia col rispolverare vecchie passioni. Riprendi delle attività o degli hobbies che avevi anni fa, o che hai abbandonato a causa delle necessità della vita di coppia. Oppure finalmente prova quella cosa che non hai ancora avuto il tempo o il modo di provare, quello a cui avevi rinunciato, perché l’impegno nella relazione non te ne dava tempo e modo.

Non importa cosa sia, puoi spaziare dal seguire mostre di arte contemporanea al corso di cucina, dalle lezioni di danza del ventre alla lettura di fumetti… L’importante è che sia qualcosa che ti appassiona, che ti porti ad impegnarti in essa al 100%.

Inoltre segui i tuoi amici, interessati di cosa fanno, dove vanno, invitali da te per una cena fatta di chiacchiere e confidenze. Se c’è qualcosa che loro fanno e che ti interessa, o semplicemente ti incuriosisce, chiedi loro di condividerlo con te per una volta, oppure accetta i loro inviti.

Tutto questo ti serve non solo per limitare la tristezza e lo sconforto che inevitabilmente sono ancora presenti in questa fase, ma soprattutto per scoprire (o ri-scoprire) ciò che davvero ti piace o non ti piace, di fare delle scelte, di comprendere lati nuovi di vecchie conoscenze, di acquisire competenze, di divertirti e, perché no, di conoscere persone nuove.

5. Sperimentati in Nuove Esperienze

Ti accorgerai presto che la tua vita da single disperata è in realtà un periodo ricco di opportunità perché può rappresentare la possibilità di fare esperienze che altrimenti ti saresti negata.

E quando questo accade vuol dire che sei nella fase dell’accettazione del dolore della separazione.

Hai smesso con tutti quei “perché” e “se”, e sei in grado di vedere più oggettivamente la relazione che è finita, giungendo alla conclusione che anche tu, ormai, non ci stavi più tanto bene dentro.

È sorprendente comprendere (parola i cui sinonimi non a caso sono “abbracciare” e “includere”) quali sono davvero i piaceri della vita da cui trai soddisfazione e appagamento, quelli che ti fanno stare bene anche da sola.

Questa è la condizione indispensabile per iniziare una nuova storia, questa volta non basata su un bisogno, che non può essere soddisfatto eternamente dall’altro, ma sul reale e semplice presupposto di stare bene insieme, condizione che può essere continuamente misurata e regolata a seconda del momento che si sta vivendo.

È a questo punto che con immensa soddisfazione ammiro la “rinascita” delle donne che seguo in studio. Donne che si lasciano dietro un passato doloroso, e si vivono con entusiasmo un presente ricco di consapevolezza di sé e la voglia di sperimentarsi in situazioni nuove.

Per concludere, certamente ciò che qui descrivo è un percorso molto semplificato che non può tener conto delle infinite variabili che appartengono ad ogni diversa identità femminile e che influenzano il viaggio stesso, facendoci deviare ogni tanto, fermarci o tornare indietro, cambiare direzione a volte, riflettere sugli errori, darci motivo di piangere o sorridere di noi stesse…

Ogni donna è unica ed è attraverso quella unicità che costruisce da sé il suo percorso per iniziare ad essere felice.

E anche io non posso che essere felice e soddisfatta quando posso aiutarne qualcuna a ricominciare…

Dott.ssa Giuliana Melandri
Psicoterapeuta e Psicossessuologa

Roma

Iscritta all’Albo Professionale degli Psicologi della regione Lazio n. 13624
Laurea in Psicologia Clinica e di Comunita’ (v.o.) presso La Sapienza di Roma nel 2003
P.I. 10071601008

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